DOPPIO PREMIO PER GLI SCOIATTOLI

L’Orobie Film Festival di Bergamo, arrivato alla sua quinta edizione, assegna quest’anno due premi agli Scoiattoli di Cortina d’Ampezzo.

Il primo riconoscimento va al film “Rosso 70. Storie e memorie di 70 anni di alpinismo degli Scoiattoli di Cortina”.

Il secondo premio alpinistico per le imprese che negli anni hanno visto protagonisti gli alpinisti del sodalizio.

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CLASSIFICA TROFEO IAIA – MESCOLIN

Classifica assoluta
Classifica per categorie

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GARA DI SCI ALPINISMO

Si disputerà domani l’annuale gara di sci alpinismo organizzata dal Gruppo Scoiattoli e dedicata a Maria Clara Walpot “Iaia” e Beniamino Franceschi “Mescolin”.

I concorrenti si misureranno sull’ormai classico percorso che dalla partenza della “Freccia nel cielo” (funivia Tofana) sale al Col Drusciè. La partenza è fissata per le ore 20,00.

Chi non fosse già iscritto potrà farlo in loco, alla partenza della funivia, fino a pochi minuti prima dell’inizio della competizione.
Nella quota di iscrizione è inclusa la consumazione al Rifugio Col Drusciè.

Vi aspettiamo numerosi!

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IL CANON NUOVAMENTE CAMPIONE ITALIANO

L’ inossidabile Luca Zardini “Canon” riconferma il suo indiscusso valore e conquista per l’ottava volta (!)  il titolo di campione italiano.

Scoiattolo dal 1993, partecipa alle competizioni Nazionali ed Internazionali dal 1991.
Nonostante l’età (nato nel 1972), il Canon continua ad essere meritatamente l’esponente di punta nel panorama dell’arrampicata sportiva italiana.

Puoi leggere un resoconto completo della gara, scritto dallo stesso Canon,
sul suo blog.

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È MORTO CARLETTO ALVERÀ LETE

10 settembre 1941: Ettore Costantini e Carletto Alvera (a sx) si legano alla base della parete Nord della Cime Grande di Lavaredo, dove apriranno la famosa variante alla via Dimai-Comici

È morto questa mattina Carletto Alverà Lete, storica pietra miliare del gruppo Scoiattoli di Cortina. Carletto Alverà era il più anziano all’interno del gruppo. Classe 1918, Carletto entrò a fare parte dell’allora «Società Scoiattoli» nel 1941, due anni dopo la fondazione del famoso gruppo di alpinisti di Cortina d’Ampezzo. Carletto Alverà Léte è ricordato soprattutto per la variante alla via Dimai-Comici sulla parte Nord della Cima grande di Lavaredo, effettuata in cordata con Ettore Costantini Vècio, altro grande Scoiattolo. Il 10 e l’11 settembre del 1941 i due alpinisti fecero la sesta ripetizione italiana e prima degli Scoiattoli della via Dimai-Comici. Raggiunto il bivacco, anziché piegare leggermente a sinistra e salire per i camini, i due continuano diritti per la parete, tracciando una variante di 6° grado, difficile ed esposta.
Alverà era anche maestro di sci ed è stato atleta nazionale di salto dal trampolino.

Carletto Alverà in una recente immagine, durante i festeggiamenti del settantesimo anni di fondazione del gruppo Scoiattoli, il 1 luglio 2009

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AIUTO PER LA FAMIGLIA DI WALTER NONES

L’amico e collega Giovanni Macaluso, mi ha portato  a conoscenza del proggetto nato per aiutare la famiglia di Walter Nones, alpinista tragicamente scomparso poco piu’ di un mese fa e molto conosciuto tra gli amici di Cortina e degli scoiattoli.

Un grazie a tutti per la collaborazione.
Luca Zardini Canon.

lettera per walter

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Rosso 70, il film degli Scoiattoli di Cortina al festival di Banff

Il film “Rosso 70″ è in concorso al Banff Mountain Festival di Alberta in Canada.

Per ulteriori notizie:

http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?keyid=37679

http://www.banffcentre.ca/event/5153/bmf-feature-films.mvc?d=2010-10-31+12:00

http://www.rosso70.it/

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Da Pozzo e Zardini sul podio a San Vito Lo Capo

Ottimo piazzamento della coppia Da Pozzo-Zardini alla seconda edizione della maratona d’arrampicata tenutasi a San Vito Lo Capo, nella solare isola siciliana.
Il meeting, giunto alla seconda edizione, ha contato quest’anno un migliaio (!) di iscritti.

Un nutrito gruppo di Scoiattoli ha partecipato all’evento, destinato a diventare uno dei raduni di riferimento in Europa.

Massimo Da Pozzo (Mox) e Ruggero Zardini sono riusciti meritevolmente a salire sul podio, aggiudicandosi la terza posizione.
A vincere è stata la coppia Scarian-Prinoth, mentre la seconda posizione è andata a Calibani-Moroni.

Maggiori informazioni al sito dedicato.

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Ricordo di Walter Nones

Il Gruppo Scoiattoli si unisce al dolore della moglie Manuela, dei figli e di tutti i famigliari e amici di Walter Nones. La sua prematura scomparsa ci rattrista profondamente. Per alcuni anni Walter è stato aggregato alla locale stazione del Soccorso Alpino dei Carabinieri di Cortina d’Ampezzo dove in molti lo ricordano con affetto.

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Ruggero “Ruggi” Zardini

Articolo pubblicato il 26/08/2010 su www.Planetmountain.com

Prima libera della via Nicola Molin sul Becco di Mezzodì (7c, 285m) e prima libera della via Benjamin (7c, 290m) sul Pilastro della Tofana di Mezzo per lo Scoiattolo Ruggero Zardini.

Non si sente spesso parlare di Ruggero Zardini, ma il silenzioso 31enne è senza dubbio un altro esempio della forte scuola cortinese che, quando va in parete, realizza cose molto belle. Lo testimoniano le sue veloci ripetizioni della Jean Couzy (8a+, 2007) sulle Tre Cime di Lavaredo e la Cattedrale (8a+, 2009) sulla Marmolada, e lo dimostrano anche due recenti prime libere vicino a casa.

Nel primo caso si tratta della via Nicola Molin sul Becco di Mezzodì, aperta nel 2009 da Carlo Alverà e Federico Svaluto con un tratto – il temibile tetto – di artificiale che ora è stato liberato con un bel 7c. Poche settimane più tardi è stata la volta della Via Benjamin sul Pilastro della Tofana di Mezzo; aperta dagli Scoiattoli Luigi Majoni e Davide Gaspari negli anni 2002 e 2003, dopo la prima rotpunkt di Ruggero la “bellissima via” adesso vanta due tiri di 7c e una discesa super comoda…in funivia! Di seguito alcune considerazioni di Ruggero sulla passione per l’arrampicata.

VIVERE L’ARRAMPICATA di Ruggero Zardini

Passa l’inverno durante il quale lavoro come falegname e nelle settimane d’alta stagione anche come maestro di sci. Un breve periodo di riposo da climbing patologici durante le vacanze di Natale e poi con il mio amico fidato Mauro, inizio gli allenamenti a secco di boulder, trave, Pan Güllich e arrampicata indoor. Non ho tempo di arrampicare fuori d’inverno e forse è meglio così!!

L’inverno passa veloce e finalmente sembra arrivare la primavera ed è giunto il momento di Erto, che bello! Arrampicare su tiri conosciuti, tiri che trasudano una grande storia, project, ma soprattutto rivedere tanti amici delle zone limitrofe, con cui mi sento molto legato da questa grande passione per l’arrampicata. Parliamo di tiri da provare, di com’è la forma, di quali programmi abbiamo seguito durante l’inverno e dei progetti in montagna per l’estate. La mente va e penso a quali salite affrontare quest’estate. Penso alle belle giornate passate sulla parete d’argento con amici diversi e anche con la mia super moglie e con un po’ di tristezza, parlando con Ale, quasi ci dispiace aver raggiunto quel traguardo finale, di aver arrampicato in stile rotpunkt la Cattedrale. Perché?….perché ci accorgiamo che momenti così magici forse non torneranno più. E invece la vita va avanti ed escono dal cassetto anche nuovi progetti.

L’anno scorso avevo sentito parlare di una via aperta sul Becco di Mezzodì: “Nicola Molin” con un gran tetto da liberare. Così il 26 giugno con il Virgi Plumari partiamo per questa nuova avventura. Dopo una breve sosta al Rifugio Palmieri, siamo all’attacco della via. I primi tre tiri scorrono veloci su bella roccia e finalmente arriviamo sotto il grande tetto. Le prime sensazioni sono state paura e sgomento e ricordo che stando sotto mi pareva impossibile arrampicarlo e commentavo con il Virgi: “Nemmeno Adam Ondra riuscirebbe ad arrampicare questo tetto!”. Ma noi eravamo arrivati lì e dovevo provarci, così non con molta convinzione, parto e man mano mi accorgo che gli appigli ci sono e scorrono sotto le mani con fluidità. Dopo un po’ arrivo proprio sotto al grande tetto attraverso a destra e cerco di passare, ma è difficile e non so dove andare, così mi appendo alla corda e inizio a studiare le sequenze risolvendo il passo chiave. Contento arrivo in sosta, faccio sicura al Virgi che infreddolito arriva alla sosta. Ci caliamo ed io vado di corsa a Venezia dalla mia mogliettina e lui dalla sua, felice di avere un altro progetto da concludere.

Il 3 luglio sono di nuovo alla base del Becco di Mezzodì, questa volta con Monica, mia moglie. Arriviamo veloci sotto il soffitto, parto concentrato e cattivo, ma sul punto chiave cado. Allora ritorno alla sosta, sfilo la corda, aspetto 10 minuti e riparto. I miei movimenti erano seguiti dal tifo di Monica che credeva nella mia realizzazione e mi caricava. Stringo il rovescio, alzo il piede, lancio e tengo la presa, una bella sequenza e poi i restanti passi scorrono fluidi e veloci fino alla sosta. Ah che bella sensazione, ci sono riuscito. Gli altri tiri passano veloci sotto le nostre mani e piedi e arriviamo in vetta, felici, contenti e appagati. È una bella via su una affascinante cima che vedo da casa.

Però… siamo all’inizio della bella stagione…. Speriamo! I pensieri volano ad altri progetti che affiorano alla mia mente avida. C’è un’altra via, ancora da liberare, dove avevo fatto un giro con uno degli apritori, il Gigio, nel 2006 per completarla: è la via Benjamin sul Pilastro della Tofana di Mezzo. All’epoca l’avevo ritenuta estrema, se non addirittura impossibile sul primo tiro, invece quest’anno mi ripresento all’attacco sempre con Virgilio con la voglia e l’ambizione di liberarla. Parte il Virgi sul primo tiro, quello che allora ritenevo impossibile, e invece pulendo e guardando bene trovo la sequenza e riesco a farlo, è un 7b. Gli altri tiri scorrono via bene fino al 5 che arrampichiamo con una insolita musica di sottofondo composta da tuoni e lampi, che si fa sempre più acuta. Perciò scendiamo in doppia e torniamo contenti a casa con la consapevolezza di aver tolto la polvere ad un gioiellino dimenticato. Torniamo il 17 luglio e vedo anche il 6° tiro, quello che ritengo più impegnativo. Provo le sequenze mi rifaccio calare alla sosta, riparto, ma sul più bello mi si rompe una tacca, poi ripartendo arrivo alla sosta, peccato, torneremo! Il 31 luglio ritorno con Cristian Casanova (il Virgi non poteva era con la famiglia), giornata super, le condizioni ci sono tutte e così ci ritroviamo dopo 5 ore e mezza in cima felici perché io ho portato a casa la prima rotpunkt di questa stupenda via e Cristian contento di averla arrampicata.

Con questa via sabato finisco la settimana in bellezza, anche perché con immensa gioia mercoledì, dopo lavoro, avevo chiuso Welcome to the Jungle, un 8b+ spaziale nel bosco di Campo, liberato dal mitico Canon. Arrampicare mi regala delle sensazioni immense e poter condividere queste sensazioni con la persona che ami e con i veri amici è ancora più fantastico e profondo, e questa passione diventa per noi uno stile di vita.

Ruggero Zardini

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